States a quattro ruote, Ue appiedata
Il settore auto americano tornerà grande? Pare di sì. Nel 2013 verranno prodotti 16,1 milioni di veicoli; un livello che non si vedeva dal 2002 quando la produzione ha raggiunto i 16,4 milioni di unità. E’ uno studio della società di consulenza Ihs a prevedere che l’Auto America ritroverà (e poi supererà) i volumi di dieci anni fa. Da allora, però, molto è cambiato: gli incentivi statali per Chrysler, Ford e General Motors sono un ricordo, molti stabilimenti sono stati cancellati dalla recessione e il mercato domestico è affollato dai concorrenti stranieri.
13 AGO 20

Il settore auto americano tornerà grande? Pare di sì. Nel 2013 verranno prodotti 16,1 milioni di veicoli; un livello che non si vedeva dal 2002 quando la produzione ha raggiunto i 16,4 milioni di unità. E’ uno studio della società di consulenza Ihs a prevedere che l’Auto America ritroverà (e poi supererà) i volumi di dieci anni fa. Da allora, però, molto è cambiato: gli incentivi statali per Chrysler, Ford e General Motors sono un ricordo, molti stabilimenti sono stati cancellati dalla recessione e il mercato domestico è affollato dai concorrenti stranieri. “Il risultato si traduce in grandi profitti attesi un po’ ovunque e qualche rischio, dicono gli esperti, di rispolverare le vecchie abitudini della sovrapproduzione e dei mega sconti alla vendita”, scriveva AutomotiveNews. Gli esperti avvertono: il miglioramento non è da attribuire solo alle case americane, perché vi contribuiscono in modo sostanziale anche quelle straniere con stabilimenti negli Stati Uniti. L’auto comunque è la spia della ripresa americana e, per converso, del declino di un’Europa in recessione.
Nel nostro continente, oltre che al lavoro che manca e ai risparmi che vengono intaccati, non aiuta nemmeno la diffusa percezione negativa e moralistica del binomio capitalismo-consumismo (e macchina-inquinamento). Risultato: si riduce la possibilità di spesa delle famiglie, restìe a comprare senza forti incentivi. Così le immatricolazioni sono calate del 6,8 per cento da inizio anno, cioè ai livelli di vent’anni fa, stando ai dati Acea di maggio pubblicati ieri. Le vendite Fiat sono scese dell’11 per cento il mese scorso. Non solo: 58 stabilimenti europei su 100 lavorano al 75 per cento della loro capacità. Ergo, il 2013 rischia di essere un altro anno in “rosso” per i costruttori.